martedì, 24 marzo 2009

Lanzarote



 Clayton Brothers, Beijing


Non dovevi venire qui. Quest'isola non esiste. E' un miraggio dei deserti africani. E' una zattera di pietra che si è staccata dallla Spagna. E' un vulcano che si è dimenticato di irrompere in Messico. Crederai a quello che vedi, ma quando te ne andrai, ti renderai conto che non c'è niente. Ti avvicinerai con il piroscafo a una fortezza nera che sorge dall'Atlantico come un fantasma lontano dall'Europa. Lanzarote è il vascello di pietra precariamente ancorato davanti alle sabbie d'Africa, ma la pietra dell'isola è più ardente del sole del deserto.

Tutto quello che vedi è falso, è il nostro cataclisma quotidiano, è accaduto ieri sera, non ha ancora avuto il tempo di diventare storia, eppure da un momento all'altro scomparirà, così come è arrivato, dalla sera alla mattina. [...] Non dovevi venire qui. Cosa ti ha portato da me? Qui non c'è niente di vero. Come possono entrare dentro un cratere, sotto le onde, una cordigliera di sabbia e un lago più azzurro del mare e del cielo? Come vorrei darti appuntamento là sott'acqua per rivederci come due spettri di quel mare oceano che doveva separarci per sempre. Adesso tu ed io ci ritroveremo su un'isola tremula, dove il fuoco è sepolto vivo?

Gli anni con Laura Dìaz di Carlos Fuentes
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categorie: fuentes carlos
sabato, 01 novembre 2008

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante...

“…Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico...”

Piero Calamandrei , Discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale (Roma 11 Febbraio 1950)
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categorie: calamandrei piero
venerdì, 17 ottobre 2008

Cronache operaie XXII

Lei dice avere un padre, una falegnameria
un carro di coltelli per mordere il ciliegio;
lei dice di sentire elettricità alle vene
il giungere dei treni da sud
centuplicati.
Poi dice costruiranno due torri, proprio qui
dove Luigi, debole di cuore, è uso andare
a fare gallerie con le sue braccia nude.
Così saranno fumi d’un verde scarabeo
e per le acque pesci impazziti
e ancora treni, puliti per Natale e l’estate
e poi le gru
badili in mano a vecchi pastori
contadini, che al posto della faccia
ci tengono le olive
e il duro della pietra, e il marcio d’un bel mare
dove maestoso tira anche gli ultimi
e poi muore.

Massimo Botturi


da  IL MELOGRANO


Schegge che si staccano dalla memoria, limpide  e vigorose,  canto nostalgico che si fa musica e pittura.
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categorie: poesia, letteratura
sabato, 04 ottobre 2008

Paolo Conte, Psiche





Paolo Conte, Psiche

Psiche sa leggere, scrivere, pallida lampada araba

Tra Amore e Psiche è quest'ultima quella più interessante: la principessa che per amore del dio Eros sfida Venere e scende fino agli inferi. Che a Paolo Conte piacciano i personaggi con storie da raccontare è risaputo. Non è un caso allora che questo suo nuovo disco si apra con una citazione della favola narrata da Apuleio nelle Metamorfosi, scegliendone il lato più oscuro.

Gianni Sibilla


Un album da luci soffuse e atmosfere rarefatte. E' possibile ascoltarlo dalla radio a sinistra e in questo video.
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categorie: musica, paolo conte
martedì, 26 agosto 2008

Circoscrivere

Per ridurre la propria infelicità, il soggetto ripone la sua speranza in un metodo di controllo che gli dovrebbe permettere di circoscrivere i piaceri che la relazione amorosa gli dà: da una parte, continuare a tenersi questi piaceri, approfittarne pienamente, e, dall'altra, mettere in una parentesi d'impensato le larghe zone depressive che separano questi piaceri: "dimenticare" l'essere amato al di fuori dei piaceri che esso dà.

...

Questo progetto non ha senso, poichè l'Immaginario è precisamente definito dalla sua coalescenza (la sua colla), o anche: dal suo potere di lasciare tracce: dell’immagine, niente può essere dimenticato; una memoria estenuante impedisce di uscire a piacimento dall’amore, in altre parole di viverlo assennatamente, con intelligenza. Io posso benissimo immaginare vari procedimenti per ottenere la delimitazione dei miei piaceri (convertire, come nell’epicureismo, la rarità di frequentazione in lusso della relazione; o anche, considerare l’altro come perduto per poi assaporare, ogni volta che ritorna, il piacere di una risurrezione), ma è tutta fatica sprecata: la iettatura amorosa è indissolubile; bisogna subire o andarsene: la faccenda non si può accomodare (l’amore non è dialettico né riformista).

 

Roland Barthes

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categorie: letteratura, saggistica, barthes
domenica, 17 agosto 2008

Le danze notturne


Nottte stellata, Van Gogh

Un sorriso è caduto nell’erba.
Irrecuperabile!
 
E come si perderanno le tue
danze notturne. Nella matematica?
 
Questi salti e spirali così puri –
Di sicuro percorrono
 
il mondo per sempre, io non resterò del tutto
svuotata di bellezze, il dono
 
del tuo piccolo respiro, il profumo
d’erba bagnata dei tuoi sonni, gigli, gigli.
 
La loro carne non ha somiglianza alcuna.
Fredde pieghe dell’io, la calla,
 
e il giglio tigrato, che si fa bello –
macchie, e un ventaglio di petali ardenti.
 
Le comete
hanno da attraversare tanto spazio,
 
tanto freddo, oblio.
Così i tuoi gesti si sfioccano –
 
caldi e umani, poi la loro luce rosa
che gocciola e si sfalda
 
dalle nere amnesie del cielo.
Perché mi sono date
 
queste lampade, questi pianeti
che cadono come benedizioni, come fiocchi
 
esagonali, bianchi
sui miei occhi, sulle labbra, sui capelli
 
e toccano e si dissolvono.
Nel nulla.
 
Sylvia Plath


Ludovico Einaudi, Mali Sajio

 

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categorie: musica, poesia, letteratura, plath, ludovico einaudi
martedì, 01 luglio 2008

Nem um dia - Djavan

 

Um dia frio
Um bom lugar pra ler um livro
E o pensamento là em voce
Eu sem voce nao vivo

Um dia triste
Toda fragilidade incide
E o pensamento la em voce
E tudo me divide

Um dia frio
Um bom lugar pra ler um livro
E o pensamento la em voce
Eu sem voce nao vivo

Um dia triste
Toda fragilidade incide
E o pensamento la em voce
E tudo me divide

Longe da felicidade e todas as suas luzes
Te desejo como ao ar
Mais que tudo
es manha natureza das flores

Mesmo por toda riqueza dos sheiks arabes
Nao te esquecerei um dia
Nem um dia
Espero com a forca do pensamento
Recriar a luz que me trara voce

E tudo nascera mais belo
O verde faz do azul com amarelo
O elo com todas as cores
Pra enfeitar amores gris

E tudo nascera mais belo
O verde faz do azul com amarelo
O elo com todas as cores
Pra enfeitar amores gris

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categorie: musica, djavan
martedì, 01 aprile 2008

L'ascesa della notte

 

 

Il fiore che riscaldo, i suoi petali raddoppio, la sua corolla oscuro.
Il tempo lacera e taglia. Un chiarore se ne allontana: il nostro coltello.
La primavera ti cattura e l'inverno ti emancipa, paese di balzi d'amore.
La stella mi restituisce l'aculeo di vespa che in lei s'era nascosto.
Veglia, volto chino, irrighi il cuore delle capre sui picchi.
 
                                                                           René Char
 
Da Oeuvres complètes (Bibliothèque de la Pleiade, 1983).
Trad. Adriano Marchetti
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categorie: poesia, letteratura, char
giovedì, 07 febbraio 2008

La prudenza e l'arte



Marcantonio Raimondi, La prudenza

Prudenza” (phrónesis, nel greco di Aristotele) è la capacità di stabilire con sicurezza «che cosa si deve fare oppure no». Essa, come diceva Tommaso, è «recta ratio agibilium» (retto criterio riguardo a come vivere). Coincide con la genialità interpretativa che una coscienza ben formata sa esercitare sulle situazioni in cui vive. […]

Insieme alla prudenza è opportuno considerare l’ “abilità” o “arte”. Tommaso la definisce come «il retto criterio riguardo a come fare le cose» (recta ratio factibilium) [1]. Arte - in greco téchne, in latino ars - è la maniera adeguata di realizzare le cose: fare qualcosa a regola d’arte, significa realizzarla secondo quel che di meglio la tradizione ci ha suggerito ed esemplificato in proposito. Naturalmente chi possiede realmente un’arte, saprà innovarla, facendo rivivere la tradizione (in modo creativo, o anche polemico). Quel che ci interessa sottolineare è che l’uomo virtuoso o prudente, non potrà non tendere anche ad essere artista di quel che fa, cioè ad essere competente e appassionato, al punto da risultare creativo. Questo vale per il mestiere (anche il meno appariscente), per la professione, per la funzione sociale e politica, ma anche per i rapporti umani ed educativi. Senza arte – cioè, senza competenza operativa negli ambiti in cui agisce -, l’agente finisce per risultare negligente o per operare male, sia pur con buona intenzione.

[1] Cfr. Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, I, q. 22, a. 2. L’ars è l’esatto risvolto, sul piano del fare esteriore (facere), di quel che è la prudenza sul piano dell’agire interiore (agere). E non a caso lo stesso Tommaso (cfr. Summa Theologiae, I IIae, q. 57, aa. 3-4) metteva in relazione, pur nella necessaria distinzione, queste due dimensioni operative.




free music


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categorie: musica, arte, filosofia, wim mertens
martedì, 01 gennaio 2008


 Peter Cox, Dalkey Island Moonlight


C'è un'isola in me,
dove il vento soffia
di terra, e quando il mare urla
la sabbia impazzisce.

E c'è sempre luce, ma non è mai giorno.

Fernando Pessoa, L'isola in me

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categorie: poesia, letteratura, arte, pessoa

Chi sono

Utente: Bleumarine

Schegge

Abbiamo nel cuore un solitario amore, nostra vita infinita, e negli occhi il cielo per nostro vario cammino. Le spiagge i cieli, la riva su cui sassi e rovi e il solitario equisèto, e colli erbosi grassi rioni, città dispiegate come belle bandiere, e nude prigioni. Questa è la nostra vita. Questi nostri volti vagabondi come musi di cani ci somigliano. Il vento il sole le corolle rosse e blu, i sogni mai sognati i nostri sogni. Questa è la nostra vita e nulla più.

Beppe Salvia



Le nostre parole, come baci soffiati, sono inghiottite da fantasmi lungo il cammino, le loro mete smarrite in un tocco di splendore infinito: com'è sempre distante ogni cosa, e tuttavia vicina, musica che comincia a salire come fumo sotto gli alberi.

Charles Wright


In un campo
io sono l’assenza
di campo.
E’
sempre così.
Ovunque io sia
io sono ciò che manca.
Quando cammino
separo l'aria
e sempre l'aria si fa avanti
a riempire gli spazi
che il mio corpo occupava.
Tutti abbiamo ragioni
per muoverci.
Io mi muovo
per tenere assieme le cose.

Mark Strand


E allora gli accadde l'oliva.

Gottfried Benn


...noi del paradiso l'abbiamo sempre
considerata una leggera esagerazione...

Jostein Gaarder

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