

Psiche sa leggere, scrivere, pallida lampada araba
Tra Amore e Psiche è quest'ultima quella più interessante: la principessa che per amore del dio Eros sfida Venere e scende fino agli inferi. Che a Paolo Conte piacciano i personaggi con storie da raccontare è risaputo. Non è un caso allora che questo suo nuovo disco si apra con una citazione della favola narrata da Apuleio nelle Metamorfosi, scegliendone il lato più oscuro.
Gianni Sibilla
Per ridurre la propria infelicità, il soggetto ripone la sua speranza in un metodo di controllo che gli dovrebbe permettere di circoscrivere i piaceri che la relazione amorosa gli dà: da una parte, continuare a tenersi questi piaceri, approfittarne pienamente, e, dall'altra, mettere in una parentesi d'impensato le larghe zone depressive che separano questi piaceri: "dimenticare" l'essere amato al di fuori dei piaceri che esso dà.
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Questo progetto non ha senso, poichè l'Immaginario è precisamente definito dalla sua coalescenza (la sua colla), o anche: dal suo potere di lasciare tracce: dell’immagine, niente può essere dimenticato; una memoria estenuante impedisce di uscire a piacimento dall’amore, in altre parole di viverlo assennatamente, con intelligenza. Io posso benissimo immaginare vari procedimenti per ottenere la delimitazione dei miei piaceri (convertire, come nell’epicureismo, la rarità di frequentazione in lusso della relazione; o anche, considerare l’altro come perduto per poi assaporare, ogni volta che ritorna, il piacere di una risurrezione), ma è tutta fatica sprecata: la iettatura amorosa è indissolubile; bisogna subire o andarsene: la faccenda non si può accomodare (l’amore non è dialettico né riformista).
Roland Barthes

Ludovico Einaudi, Mali Sajio
Um dia frio
Um bom lugar pra ler um livro
E o pensamento là em voce
Eu sem voce nao vivo
Um dia triste
Toda fragilidade incide
E o pensamento la em voce
E tudo me divide
Um dia frio
Um bom lugar pra ler um livro
E o pensamento la em voce
Eu sem voce nao vivo
Um dia triste
Toda fragilidade incide
E o pensamento la em voce
E tudo me divide
Longe da felicidade e todas as suas luzes
Te desejo como ao ar
Mais que tudo
es manha natureza das flores
Mesmo por toda riqueza dos sheiks arabes
Nao te esquecerei um dia
Nem um dia
Espero com a forca do pensamento
Recriar a luz que me trara voce
E tudo nascera mais belo
O verde faz do azul com amarelo
O elo com todas as cores
Pra enfeitar amores gris
E tudo nascera mais belo
O verde faz do azul com amarelo
O elo com todas as cores
Pra enfeitar amores gris

Prudenza” (phrónesis, nel greco di Aristotele) è la capacità di stabilire con sicurezza «che cosa si deve fare oppure no». Essa, come diceva Tommaso, è «recta ratio agibilium» (retto criterio riguardo a come vivere). Coincide con la genialità interpretativa che una coscienza ben formata sa esercitare sulle situazioni in cui vive. […]
Insieme alla prudenza è opportuno considerare l’ “abilità” o “arte”. Tommaso la definisce come «il retto criterio riguardo a come fare le cose» (recta ratio factibilium) [1]. Arte - in greco téchne, in latino ars - è la maniera adeguata di realizzare le cose: fare qualcosa a regola d’arte, significa realizzarla secondo quel che di meglio la tradizione ci ha suggerito ed esemplificato in proposito. Naturalmente chi possiede realmente un’arte, saprà innovarla, facendo rivivere la tradizione (in modo creativo, o anche polemico). Quel che ci interessa sottolineare è che l’uomo virtuoso o prudente, non potrà non tendere anche ad essere artista di quel che fa, cioè ad essere competente e appassionato, al punto da risultare creativo. Questo vale per il mestiere (anche il meno appariscente), per la professione, per la funzione sociale e politica, ma anche per i rapporti umani ed educativi. Senza arte – cioè, senza competenza operativa negli ambiti in cui agisce -, l’agente finisce per risultare negligente o per operare male, sia pur con buona intenzione.
